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Biografia: Duccio Castelli

Nato a Milano il 31 dicembre 1945, dove vive e ha vissuto , ad eccezione di numerosi anni passati in Sud America e molti periodi spesi all'estero, soprattutto in Inghilterra. Poeta, scrittore, musicista di Jazz.
Se il concetto di "professionista" deve avere un significato definitivo, il suo caso sembrerebbe metterlo in discussione . Castelli infatti , a rigor di termini, non lo è. Né nel senso della denuncia dei redditi (é imprenditore), né in quello dell'iscrizione all'Albo dei giornalisti. Quanto sopra, sempre che questi debbano essere i parametri per essere professionisti.

A 10 anni scrive varie poesie, spinto da irrefrenabile pulsione. Salvatore Quasimodo, amico di amici di casa, le legge, le apprezza e dice di non farsi illusioni, che quasi mai chi scrive da bambino, poi continua.
Il decenne Castelli tace fino ai suoi quindici anni, quando ritrova la vena poetica, e non smetterà più di scrivere. Lasciando, questo si, periodi ( anche di alcuni anni ) senza produzioni.
A diciassette anni scrive un racconto, "Una ragazza per quattro mesi", ispirato da un amore e ambientato in un immaginario paesino vicino a New York. Italo Calvino lo legge e lo apprezza molto, dando al giovane Castelli preziosi consigli.
Castelli , intoverso e contorto nella prima metà della sua vita, scrive per se stesso. Mostra raramente i suoi scritti poetici e rifugge da concorsi letterari per evitare delusioni. Sui trent'anni lo legge uno scrittore affermato, Soldini, consulente di peso di una grande casa editrice, e vorrebbe agire per pubblicarlo, ma la sua collana chiude e presto egli stesso muore. Castelli la prende male e ricomincia a scrivere solo per se stesso, poesia. La necessità artistica di comunicarsi, viene in Castelli in buona parte appagata dalla sua attività jazzistica, che lo vede strumentista e cantante su palcoscenici di jazz tradizionale in diverse parti del mondo. Questo gli permette di tenere invece nascosta nel suo cassetto la sua poesia (e anche la prosa). Alla soglia dei cinquant'anni avviene un cambio. Coglie una occasione per farsi pubblicare un primo libro, una selezione di poesie di sue varie epoche: "Emigranza" (un suo neologismo).
Parallelamente si impegna musicalmente in una stagione di maggiore studio strumentistico e del canto. Ha insomma un tipico colpo di coda da cinquantenne.

Da allora Castelli inizia la sua vera stagione, che oggi continua, a sessantatre anni. Seppur tardivamente, miete delle soddisfazioni importanti, tra cui:
La pubblicazione da parte del prestigioso editore Scheiwiller.
Il riconoscimento e patrocinio da parte dell'Istituto Italiano di Cultura" per il suo "Amolore" in versione
Italiano- Spagnolo. L'amicizia artistica con il grande musicista cantante e poeta Paolo Conte.
La profonda condivisione musicale e soprattutto poetica con il grande Pupi Avati.
Oggi ci si può imbattere in Castelli con la sua Jazz-Band "Duccio Swingers" a un Festival, in un jazz-club, oppure in una presentazione del suo spettacolo di jazz e poesia "Jazzpo".
Nel 2009 esce il film ESCAPE AL SILENCIO del regista cileno Diego Pequeno,
sulla vita dell'oscuro e geniale alto-sassofonista Alfredo Espinoza,
riconosciuto come il più grande jazzista cileno in assoluto. Opera
pluripremiata, a cui Castelli ha molto collaborato, nella realizzazione, con
documenti, testimonianze ed infine partecipando nel cast, in un ruolo narrante.
(Cliccare su Google: "escape al silencio")

La sua formula di" Fermoposta Paradiso" appare però, anche per la sinergia tra carta e sito internet, come l'opera maestra dell'artista.

Un'opera che potrebbe rivelarsi non statica nel tempo.

dcastelli@enter.it